Italian English French German Spanish

Chi è online

 6 visitatori online

Newsletter

Contatore visite

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi382
mod_vvisit_counterIeri844
mod_vvisit_counterSettimana1226
mod_vvisit_counterUltima settimana3391
mod_vvisit_counterMese2743
mod_vvisit_counterUltimo mese42703
mod_vvisit_counterTotale316858
gslogo
     
    
Lo scheletro: un fattore chiave per il controllo della glicemia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 24 Luglio 2010 09:03

scheletro

L'attività degli osteoclasti, che distruggono il tessuto osseo vecchio durante la ricrescita scheletrica, stimola il rilascio di insulina e migliora l’assorbimento cellulare del glucosio

Lo scheletro riveste un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli di zuccheri nel sangue: è quanto sostengono i ricercatori del Columbia University Medical Center sulle pagine della rivista Cell.

In particolare, il gruppo guidato da Gerard Karsenty, direttore del Department of Genetics and Development, ha scoperto che la distruzione di tessuto osseo vecchio durante la normale ricrescita scheletrica – nel processo noto come riassorbimento – è necessario per mantenere livelli fisiologici di glucosio nel sangue, dal momento che esso stimola il rilascio di insulina nel torrente sanguigno e migliora l’assorbimento dello stesso glucosio da parte delle cellule.

I risultati suggeriscono così che per alcune persone il diabete può svilupparsi da cambiamenti a carico dello scheletro e che il cammino biochimico ossa-insulina potrebbe rappresentare un bersaglio terapeutico per nuovi farmaci contro il diabete di tipo 2.

Il primo indizio della correlazione ora chiarita venne nel 2007, quando lo stesso Karsenty scoprì che un ormone rilasciato dalle ossa – denominato osteocalcina – è in grado di regolare i livelli di glucosio, innescando la produzione d’insulina nel pancreas e migliora la capacità delle altre cellule di assorbire il glucosio. Entrambi questi processi sono alterati nel diabete di tipo 2.

Grazie a quest’ultimo lavoro si è scoperto anche come l’osteocalcina non possa funzionare finché le cellule che degradano l’osso – gli osteoclasti – non abbiano cominciato a svolgere la loro funzione rendendo così possibile il processo di riassorbimento. Quando comincia la degradazione del tessuto osseo, l’osteocalcina inattiva viene convertita alla sua forma attiva da un incremento dell’acidità intorno all’osso. (fc)

dalla repubblica.it

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy