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Metodo di allenamento che prevede molte ripetute sulla distanza standard di 400 m. Nell’intervallo tra una e l’altra il runner cammina 50-90 secondi, fino a quando la frequenza cardiaca non scende sotto i 120 battiti al minuto. Alla ripetuta successiva, il cuore torna alle sue pulsazioni massime.

da polase.it

     
    
Fatica e durata dello sforzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Luglio 2009 11:31

La fatica è una sensazione che tutti gli appassionati di running conoscono. Tecnicamente si tratta dell’incapacità del muscolo di mantenere costante nel tempo un determinato livello di forza o potenza durante la contrazione muscolare, ma è causata da differenti fattori che cambiano in base alla durata dello sforzo.


La fatica acuta nell’attività di breve durata, quale può essere uno sprint, è dovuta alla perdita di potassio e alla carenza energetica dovuta all’esaurimento di fosfocreatina; talvolta può invece essere un effetto della scarsa capacità o dell’inadeguato tempo di recupero.
La fatica acuta nell’attività di media durata, ad esempio una corsa fino a 5 minutii, è un effetto dell’accumulo di acido lattico, un metabolita che causa un aumento dell’acidità intra ed extracellulare.
Per i maratoneti e gli appassionati di running possiamo invece parlare di fatica acuta nell’attività di lunga durata. L’insorgenza della fatica, in questi casi, è da imputarsi all’esaurimento delle scorte di glicogeno muscolare, ovvero dei carboidrati immagazzinati dall’organismo. Proprio nei muscoli questa sostanza è limitata, circa 1,5 – 2 grammi per 100 grammi di muscolo, ecco perché uno sforzo prolungato può causarne l’esaurimento ed è importante reintegrarla

da polase.it

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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Marzo 2010 07:44