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Simona La Mantia
Inizia male, per gli azzurri, la quarta giornata dei XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud): la prima a lasciare la scena è la triplista, campionessa europea indoor e argento all’aperto, Simona La Mantia.
La finanziera palermitana, nel cercare di registrare al meglio la rincorsa, colleziona un 14,06 (+0.8) iniziale con 15 centimetri regalati in fase di battuta e due nulli che
lasciano l’amaro in bocca. La prima “X” arriva in maniera piuttosto netta con mezzo piede sopra la plastilina e l’azzurra che atterra dalle parti del 14,45 della qualificazione diretta. Il secondo nullo è, invece, praticamente minimo. Mentre alle sue spalle si alza la bandierina rossa del giudice di gara, la 28enne allenata da Michele Basile balza intorno ai 14,20. Una misura che le avrebbe probabilmente permesso di rientrare tra le dodici finaliste, il cui elenco si chiude con il 14,15 della brasiliana Costa. “Ci ho provato fino all’ultimo salto – commenta la La Mantia – Non è stata una questione di pedana. Sì, forse, si sentiva un po’ di vento a favore e la rincorsa sbalzava qualcosa in più, ma non mi ha dato grossi problemi. Nel primo salto ho staccato mezzo piede dietro, lo stesso che poi mi sono ritrovata sul nullo del secondo. Nell’ultimo ho tirato un piede dietro nella rincorsa, ma è finito con un altro nullo. Io sono comunque contenta di essere qua. Fino a due anni fa, nel 2009, ero a casa a cercare di guarire dagli infortuni“. Solo tre le atlete – le principali favorite per il podio – che hanno centrato la misura di qualificazione: le cubane Yargeris Savigne (iridata in carica), 14,62 (+0.4), e Mabel Gay (14,53/+0.1), e la sorprendente colombiana Caterine Ibarguen (14,52/+0.1). Si giocheranno la finale il 1° settembre (ore 12:20).
Stesso destino per l’azzurro Silvano Chesani nella finale dell’alto. Il tricolore assoluto all’inizio paga forse il prezzo dell’emozione del suo debutto mondiale, incappando subito in un’incertezza alla quota d’entrata di 2,16 che poi risolve al secondo tentativo. Dà, invece, dimostrazione di carattere alle due successive misure della progressione, 2,21 e 2,25, entrambe appesantite da due errori, ma in seguito superate con lucidità alla terza prova. Meglio il primo approccio a 2,28 – primato personale che il 23enne trentino quest’anno ha già ottenuto in due occasioni – ma stavolta l’asticella finisce a terra per tre volte. “Un po’ di emozione – racconta il poliziotto seguito da Giuliano Corradi – l’ho sentita giusto al primo salto, poi gli errori sono stati solo frutto di incertezze tecniche. Più saltavo e più trovavo confidenza con la gara e la pedana. Mi è dispiaciuto, ma devo ancora migliorare nella fase di volo. Lo considero un punto di partenza per i grandi appuntamenti internazionali del 2012“. Dieci in tutto gli atleti che sono saliti al 2,31 che garantiva il passaggio diretto alla finale del 1° settembre (ore 12:10). Tra questi, oltre ai “soliti noti” russi Ukhov e Shustov o la statunitense Williams, ci sono il talentuoso junior Barshim, l’iridato del 2007 Donald Thomas e tre outsider come il greco Chondrokoúkis, il cinese Zhang e Darvin Edwards che ha stabilito il primato nazionale dell’isola di Santa Lucia.
Ancora due fatiche per l’eptatleta Francesca Doveri che salta 6,09 (-0.1/877 punti) nel lungo e lancia 35,09 (573) nel giavellotto, portando il suo score a 4867 punti. In testa alla classifica, la russa Tatyana Chernova riesce nel sorpasso, 5887 a 5754 punti, sulla britannica, campionessa uscente, Jessica Ennis. Si giocheranno il titolo oggi alle 14 con l’ultima prova, gli 800 metri.
di Armida Tondo
da italnews.it
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