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L'atleta sudafricano corre la prima frazione della staffetta 4x400 e con i suoi compagni conquista la finale con il terzo tempo: è un risultato storico che segna il crollo della distinzione rigida fra atleti normodotati e atleti paralimpici.
ROMA - Oscar Pistorius in finale ai mondiali di atletica leggera. L'evento storico si è materializzato a Daegu, non nella gara individuale dei 400 metri (nella quale
l'atleta sudafricano che corre con due protesi alle gambe si era dovuto fermare alla semifinale, chiudendo il mondiale con il 22esimo tempo) ma nella staffetta a squadre. Nelle batterie di qualificazione, infatti, il Sudafrica ha corso nel tempo di 2'59''21, ottenendo il primato nazionale e facendo segnare il terzo tempo di qualificazione. L'accesso alla finale che si disputerà sabato dunque è cosa fatta e il quartetto sudafricano si troverà a gareggiare con Usa (miglior tempo in 2'58''82), Giamaica, Inghilterra, Germania, Belgio, Russia e Kenia.
Pistorius, per decisione della Iaaf, ha corso in prima frazione, l'unica nella quale è possibile evitare il contatto con gli avversari, che a causa del particolare modo di muoversi dell'atleta avrebbe potuto arrecare danno agli altri atleti. Costretto a correre in prima corsia, generalmente poco amata dagli atleti e decisamente scomoda per via delle sue protesi, Pistorius ha compiuto un'ottima frazione, consegnando il testimone al proprio compagno in terza posizione. Proprio quella che il Sudafrica ha ottenuto alla fine in vista della finale. "Per me - ha detto a fine gara - è una sensazione incredibile; mai avrei pensato di riuscire a battere anche un primato: sono orgogliosissimo di quanto ho fatto. Pensavamo di qualificarci, ma non con un tempo così buono. Ho realizzato un sogno". Con la finale conquistata, per quanto in una gara di squadra, è caduto nell'atletica la distinzione fra atleti normodotati e atleti paralimpici: è una giornata storica.
da superabile.it
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