Italian English French German Spanish

Chi è online

 9 visitatori online

Newsletter

Contatore visite

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi416
mod_vvisit_counterIeri844
mod_vvisit_counterSettimana1260
mod_vvisit_counterUltima settimana3391
mod_vvisit_counterMese2777
mod_vvisit_counterUltimo mese42703
mod_vvisit_counterTotale316892
gslogo

Ultimi commenti

Cagliari, 02-10-11.
Concordo con Te per un percorso alternat
Correre Lungo lo Sta
Ringrazio Roberto per la considerazione
Maratona di Firenze:
I MARATONE
Maratona di Firenze:
Ciao ragazzi grazie per aver scritto il
Si è svolta Domenica
Caspita! ragazzi bellissimo il servizio

Notizie flash Atletica

Imparare a correre in discesa

Perché la sua azione risulti più efficace, mentre corre in discesa un runner deve tenere il busto diritto, perpendicolare al terreno, facendo attenzione a non spostare troppo indietro il baricentro. L'azione deve essere accompagnata dal movimento delle braccia. Se si affronta un terreno sterrato, è bene correre con le caviglie rigide, in modo da essere pronti ad affrontare una buca.

da polase.it

     
    
Quando serve il defaticamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 01 Giugno 2009 07:12

Il defaticamento è una pratica adottata da molti runner: consiste in una blanda corsa, solitamente non più di una decina di minuti, che, a conclusione della gara o dell’allenamento, ha lo scopo di rilassare la muscolatura delle gambe, fortemente sollecitata dallo sforzo svolto nel corso della seduta.   Molti atleti attribuiscono la

 stanchezza del dopo allenamento ad un’eccessiva produzione di acido lattico e praticano l’attività defaticante indiscriminatamente . Bisogna però fare attenzione e distinguere i casi in cui il defaticamento è utile e funzionale, da quelli in cui rischia di essere controproducente.
Il defaticamento risulta essere ideale dopo prestazioni brevi ed intense, poiché evita un improvviso arresto da parte dell’atleta, o dopo allenamenti di forza, in quanto facilita il ritorno venoso. Mai dimenticare che è determinante non lasciare passare più di due o tre minuti tra la fine dell’allenamento e l’inizio del defaticamento, altrimenti svanirebbe la sua funzione, ovvero quella di evitare bruschi passaggi dallo stato di affaticamento a quello di riposo.
Se la corsa è stata sufficientemente lunga, se gli impegni agonistici sono ravvicinati o se l’atleta sta attraversando un periodo di allenamento intenso, è invece opportuno evitare il defaticamento: esso infatti rischierebbe di svuotare eccessivamente le scorte di glicogeno dell’organismo.

da polase sport.it

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Marzo 2010 07:46
 

Info Generali

Contenuto

Sport Atletica

Non solo atletica