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L'importanza psicologica della progressione

Aumentare gradualmente il ritmo di corsa mentre si copre una distanza compresa tra i quattro e gli otto kilometri è un allenamento molto utile anche dal punto di vista psicologico: abitua infatti mentalmente il podista a non diminuire la velocità con il passare dei kilometri

da polase sport.it

     
    
La corsa in montagna PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Agosto 2009 07:36

Per i runner che cercano nuove sfide, la corsa in montagna offre senza dubbio stimoli importanti, ma è opportuno accostarvisi con la dovuta preparazione.
Non basta essere sufficientemente allenati a correre in pianura, occorre predisporsi con metodologie di allenamento specifiche per affrontare al meglio le difficoltà che questa disciplina presenta.


Bisogna innanzitutto abituarsi alla corsa in salita, partendo dall'esercizio fondamentale del medio in salita, cioè percorrendo un tratto di lunghezza variabile (almeno di 3 chilometri) completamente in ascesa, senza discese o falsipiani che consentirebbero di rifiatare. Lo scopo del medio in salita è di abituare la falcata alle diverse condizioni e potenziare di conseguenza la muscolatura.
Occore poi affrontare le discese, preferendo un approccio graduale, eseguendo quindi ripetute con recuperi di solito brevi, dapprima su tratti dalla pendenza dolce poi incrementando il grado di dislivello. Fondamentale è inoltre l'ambientamento ai fondi sconnessi e irregolari, visto che le competizioni si svolgono su terreni prevalentemente fuori strada, lungo sentieri che attraversano prati e zone boscose.
Anche per i podisti più in forma, è bene comunque considerare un periodo di preparazione di almeno tre settimane prima di affrontare una gara in montagna.

da polase sport.it

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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Marzo 2010 07:43
 

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