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Un test attendibile per verificare il grado di preparazione atletica - più precisamente la potenza aerobica e la capacità di vincere la fatica - è quello di Cooper. Questa prova prende il nome dal suo creatore, Kenneth Cooper, medico della Nasa, che la mise a punto già nel 1968 pensando a una sua possibile applicazione
sull’esercito statunitense. Il test di Cooper si caratterizza per una formula estremamente semplice: il soggetto deve coprire la maggior distanza possibile correndo per 12 minuti consecutivi. Il tutto mantenendo un ritmo costante ed evitando gli sprint. Questa prova presenta due grandi vantaggi: da un lato richiede soltanto la disponibilità di un cronometro e di una pista di atletica o di una qualsiasi altra superficie priva di asperità. Dall’altro, non è necessario coinvolgere medici o preparatori atletici per conoscere il valore del test: è sufficiente annotare i metri percorsi dall’atleta e consultare la tabella dei risultati, modificata negli anni da vari tecnici, tenendo in considerazione i progressi delle tecniche e dei programmi di allenamento. In generale, questa tabella, nel valutare lo stato di forma degli atleti, prende in esame tre parametri: il genere (maschile vs. femminile), l’età del soggetto per fasce e il grado di preparazione (semplice appassionato/amatore vs agonista/atleta professionista). Cinque i livelli contemplati da Cooper: molto bene, bene, normale, male e malissimo. Prima di affrontare il test di Cooper è bene essere un po’ allenati: ad essere premiata, infatti, è la facilità di corsa, con la capacità di mantenere nel tempo un passo regolare. Un altro consiglio importante è quello di sostenere la prova dopo aver svolto una sessione di stretching e riscaldamento: in caso contrario si corre il rischio di affaticare rapidamente i muscoli. Si raccomanda poi di sostenere il test dopo aver mangiato qualcosa almeno due ore prima dello start. Se il test di Cooper è programmato in mattinata, a colazione si possono consumare alcune fette biscottate con miele o marmellata, accompagnate da una bella spremuta di frutta. Da evitare invece il classico cappuccino con brioche. Se la prova si svolge, invece, nel pomeriggio, a pranzo bisogna mantenersi leggeri: semaforo verde quindi per la pasta, ricca di carboidrati, e per una fetta di crostata. Sconsigliata invece la carne, in quanto contiene proteine di lunga digestione.
da polase sport.it
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