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Roberto Caria in una gara di cross
La maratonina di Mandas appartiene ad una delle classiche mezze di inizio primavera, anche se il bel tempo purtroppo fatica ad arrivare; una corsa che vale davvero tanto, che sa regalare ad ogni partecipante sensazioni al cospetto del paesaggio e della natura, uniche in tutto il suo genere.
Le colline che portano dal Ducato di Mandas alla Curatoria di Siurgus Donigala e viceversa, poco pesano alle gambe che leggere superano il percorso ondulato, con continue salite, mai troppo dure, e discese con alcuni falsi piani che ti aiutano a superare tutti i km che mancano all'arrivo. Purtroppo quest'anno il sole non ci ha accompagnato come lo scorso anno, ma un cielo coperto che dava una leggera brezza che ha consigliato alla maggior parte dei runner, una maglia di più sotto la canotta da gara; puntuale la partenza che ha suggerito prudenza almeno per i primi km dentro il paese al gruppo di testa che ha allungato decisamente subito fuori il centro abitato, lasciandosi dietro via via i diversi gruppi che sono andati a formarsi in base al ritmo. Sicuramente è mancato un buon allestimento per le premiazioni, una nota stonata per una manifestazione che merita più attenzione a questi dettagli, dove premi e premura degli organizzatori abbondano. Purtoppo in questa edizione non si è avuta una grande partecipazione da parte dei nostri Maratoneti, un peccato, visto quanto si aspettava questo appuntamento che dava suggerimenti in vista della preparazione; Fortunatamente Vincenzo ed Emilio non sono mancati, saggiando sulle proprie gambe un buon test per verificare lo stato di forma: superato a pieni voti da Vincenzo che ha stabilito anche il personale, che vale molto di più in un percorso sicuramente più lineare e meno sacrificante per muscoli e fiato, ma indubbiamente ripagante per la preparazione alla prossima maratona di Copenaghen a primavera inoltrata; per Emilio una gara in salita, pagando con il ritiro a mio parere ingiustificato dopo più di tre quarti di gara, a dimostrazione che l' atletica e la corsa difficilmente regala qualcosa senza una costanza adeguata: si poteva finire almeno con l'intento di metter su km senza badare al tempo, e con un occhio in più alla tecnica di corsa che troppo spesso tutti ci dimentichiamo di rifinire. Personalmente non mi aspettavo tanto almeno in termini di tempo, a dimostrazione di una partenza molto cauta, piuttosto una certa curiosità per come avrebbero reagito le gambe sul lungo, visti i lavori eseguiti in settimana prevalemtemente sul corto: inizialmente una certa fatica a trovare il passo almeno sui 4' a km. 1ora21'44" il tempo finale, che fa ben sperare per la preparazione partita a rilento. Domenica ci sarà la Marcialonga Guspinese, un altra classica del medio campidano, sempre ben organizzata e con una grossa partecipazione, e siamo sicuri che l'Atletica Guspini non saprà deludere. Buona Corsa
Roberto Caria
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