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Che botti a Lievin: Jacobs vince i 60 in 6”54, la Tsegay fa il record del mondo dei 1500

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Gudaf Tsegay, 24 anni. World Athletics

Marcell a 3/100 dal record italiano, Dal Molin a 4 dal suo nei 60 hs (7”55) di uno scatenato Holloway (7”32), a 2 dal primato di Jackson. L’etiope toglie oltre 2” alla Dibaba: 3’53”09. Wale e Ingebrigtsen, 20enni mostruosi
Andrea Buongiovanni
@abuongi      10/02/2021 Milano

 

Signore e signori, Marcell Jacobs: il bresciano del Texas vince i 60 del meeting di Lievin, terza di sei tappe Gold del World Indoor Tour 2021, il circuito della federazione internazionale e, dopo il 6”55 di venerdì a Berlino, si conferma in una condizione monstre. Nel giro di due ore infatti, prima in batteria poi in finale, vola due volte in 6”54, seconda prestazione italiana in solitaria (prima detenuta in comproprietà con Pavoni, Collio e Cerutti) e ancor più prima europea stagionale. Conta quanto il successo: prestigioso, soprattutto perché ottenuto in un contesto importante e contro avversari di valore. Alle sue spalle, lontani, di piazzano lo statunitense Michael Rodgers (6”60) e l’avoriano Arthur Cissé che in Germania lo aveva preceduto. E dire che in finale ci sono state due partenze false... Il poliziotto allievo di Paolo Camossi non s’è scomposto e con azione super redditizia e un lanciato da lasciare a bocca aperta, ha dominato. Venerdì sarà a Lodz, tra due weekend agli Assoluti di Ancona e il 4-7 marzo agli Europei di Torun: il record italiano di Michael Tumi (6”51 del 2013) trema.

DAL MOLIN, BOUIH E BOCCHI VOLANO —
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C’è tanta gloria per altri azzurri in gara. Paolo Dal Molin, nella finale dei 60 hs che chiude la serata, è principesco: terzo in 7”55 (dopo un 7”65 in batteria), a 4/100 dal proprio primato nazionale, ottenuto quando fu d’argento agli Europei di Göteborg 2013. Dopo tante stagioni di guai fisici, a 33 anni, ecco un atleta pienamente ritrovato. Meno brillante Lorenzo Perini: 7° in batteria con 7”81. Yassin Bouih nei 3000 (10°), con 7’47”98 e un progresso personale di quasi tre secondi, diventa invece il quinto italiano all-time in sala dopo Genny Di Napoli, Massimo Pegoretti, Stefano Mei (il neo presidente federale) e Walter Merlo: era da 21 anni (Di Napoli, Stoccolma, 17/2/2000) che nessun azzurro andava così forte sulla distanza. Il tempo vale anche lo standard di partecipazione per gli Europei di Torun. Bel progresso anche per Tobia Bocchi nel triplo, quinto con 16.89, personale incrementato di 16 cm e sesta misura nazionale di sempre al coperto. Luminosa Bogliolo fa bene in batteria (8”05, stagionale eguagliato a 3/100 dal personale): poi in finale pasticcia un po’ e chiude settima in 8”17.

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TSEGAY RECORD— In un meeting pieno di colpi di scena, è il mezzofondo a regalare i botti più fragorosi. La 24enne etiope Gudaf Tsegay, bronzo iridato all’aperto in carica, fa un esagerato record del mondo nei 1500: 3’53”09 (precedente 3’55”17 della connazionale Genzebe Dibaba, Karlsruhe 2014). Per Gudaf 58”97 ai 400, 2’05”94 agli 800 (con l’aiuto delle lepri), 2’37”36 ai 1000 e due ultimi giri di poco superiori ai 30” per una prestazione finale (l’ottava all-time, prove outdoor incluse) che sbalordisce. Alle sue spalle, pur lontana, la scozzese Laura Muir, con 3’59”58, firma il record britannico.
WALE E INGEBRIGTSEN— Poi due 20enni. L’etiope Getnet Wale (noto come siepista...), con un ultimo 1000 da mille e una notte e un finale travolgente, fa 7’24”98 nei 3000, a 8/100 dal record del mondo del 1998 del keniano Daniel Komen. Nella storia, considerando anche le gare all’aperto, un solo altro atleta è andato più forte: Hicham El Guerrouj. Alle spalle di Wale, tre connazionali: Barega, Girma e »regawi, tutti sotto i 7’30” e altre otto sotto i 7’50”, Bouih compreso. Da poco meno il norvegese Jakob Ingebrigtsen che, con 3’31”80 sigla il primato europeo dei 1500. Resisteva da quasi 22 anni, da quando lo spagnolo Andres Diaz, il 24 febbraio 1999, al Pireo, fece 3’33”32. Con il secondo di serata a più di 5”, Jakob diventa anche il quinto al mondo dopo Tefera, El Guerrouj, Kajelcha e Gebrselassie. Di gran valore anche l’8’32”55 nei 3000 della 19enne etiope Lemlen Hailu (primatista del mondo junior dei 1500), ottenuto battendo due del calibro di Sifan Hassan (8’33”62) e di Beatrice Chepkoech (8’34”21), con undici atlete sotto i nove minuti.
SUPER HOLLOWAY— Se per una serie di prestazioni in serie di questo valore non si può non pensare al valore aggiunto delle scarpe di nuova generazione, chi più impressiona è lo statunitense Grant Holloway. Il campione iridato in carica dei 110 hs, un toro, nei 60 hs, dopo un 7"38 in batteria (a 3/100 dallo stagionale) vola in 7”32, a 2/100 dal primato del mondo che il gallese Colin Jackson detiene dal 1994. Tra lui - una furia su ogni barriera - e Dal Molin, il francese Wilhem Belocian (7”52). Nelle altre gare successo dei britannici Elliott (1’45”49) e Reekie (2’00”64) negli 800, dello svedese Mondo Duplantis fermatosi per un fastidio a un tendine dopo un 5.86 e della Bradshaw (4.73) nell’asta, del cubano Juan Miguel Echevarria nel lungo (8.25), di Hugues Zango, uomo del Burkina Faso, nel triplo (17.82), della statunitense Javianne Oliver nei 60 (7”10), del portacolori del Bahrein Wilfred Mutile Yavi nei 2000 siepi (5’45”09, mpm all-time) e della portoghese Auriol Dongno nel peso (19.18).

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Notizie del 9/02/2021

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