L'importanza di sapersi ascoltare

raggiungere un particolare affiatamento con il corpo stesso,per saperlo ascoltare ed imparare quando, anche a malincuore bisogna fermarsi. Spesso ci capita di convivere con piccoli dolori, muscolari, articolari o tendinei,che possono talora condizionare la nostra uscita quotidiana, un pò per la lorointensità che per la diversa predisposizione a sopportare; con il passare del temposi può imparare a porre un certo limite e capire quando questi avvenimenti possoarrivare a nuocere alla corsa stesso: è infatti risaputo

che non è sempre positivocorrere sopra il dolore, tutt'altro, porta spesso a delle conseguenze più gravi delprevisto.Così degli apparenti dolori muscolari possono nascondere lesioni aitendini, un semplice dolore alla pianta del piede nascondere una fascite tutt'altroche piacevole, ed allora se il danno è lieve, basta fermarsi per un certo periodo,per poi riprendere, altrimenti si può imbattere in delle inevitabili sedute difisioterapia e dosi di antinfiammatori. Naturalmente è solo la punta di un iceberg di problemi facilmente evitabilisopraffando alla sconsiderata voglia di Correre, che qualcuno ha deliziosamenteequiparato alla Droga.Non potrei invadere campi più tecnici perchè non sarebbe di mia competenza, matuttavia un aiuto per riscontri sentiti in prima persona penso sia doveroso: Ilprimo riguarda una preparazione seguita con un tale intensità, nell'inverno del2007, con sovracarichi di salite e pesi inusuali per le mie gambe da troppo tempoinconsuete a certi allenamenti, che ha fatto andare in panne i miei tendini. Primadi allora non ero mai incappato in un infortunio, tanto da farmi pensare a queidolori permanenti per giorni, a dei semplici dolori articolari; il secondo errore èstato il non prendere con la giusta misura la prima seduta di terapia conantinfiammatori portandomi successivamente a delle più intense sedute difisioterapia. Tre mesi di sosta forzata. La seconda risalente solo a dieci giorni fa riguarda uno stiramento muscolaresuccesso in una seduta di ripetute veloci su percorso sconnesso; fortunatamentearrivare a 36 anni suonati senza aver mai avuto una lesione seppur lieve, mi haaiutato a prendere per tempo le giuste misure, con un pò di pomata edantinfiammatori facendo riposare le mie gambe per poco meno di una settimana. Mi soncostati gli assoluti su pista di Oristano, ma ci può anche stare.Da evidenziare un piccolo aneddoto accorsomi subito dopo la prima maratona diFirenze: nel riprendere gli allenamenti notavo uparticolari dolori sotto le cosce,tanto da consigliarmi una visita da uno specialista che mi riscontrava uninfiammazione agli addutori con possibile addio alle corse se non avessi subitointrapreso diverse sedute di fisioterapia nello stesso centro, con un costo cheoscillava tra le settecento e ottocento euro.Ma il caso ha voluto che quelle terapienon le iniziassi, e dopo poco tempo al rientro in sardegna, un' altra visita,stavolta con regolare ecografia ha dato buon esito con un bel sospiro di sollievo.Un particolare ringraziamento all'Amico Dott. Vitaliano Frau per laprofessionalità, che ci segue sempre con dei consigli fondamentali, rimettendoci insesto se le gambe vanno in panne.Buona Corsa Roberto Caria
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